FRANCESCO ROCCA: “AFFRONTARE LE MIGRAZIONI DANDO DIGNITÀ ALLE PERSONE”. IL CONTRIBUTO DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA E MEZZALUNA ROSSA

Articolo di Andrea Giuseppe Cerra

Foto di Davide Casella

In occasione del seminario permanente di studi ‘Le migrazioni e la città: il sapere agito’, organizzato dalla cattedra di Storia delle Dottrine politiche della prof.ssa Stefania Mazzone, tenutosi a Catania lunedì 20 gennaio, ha partecipato al tavolo dei lavori il presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca.

Presidente, perché si trova a Catania oggi?

La mia partecipazione nasce dall’invito rivoltomi in occasione del seminario internazionale sulle migrazioni. La prof.ssa Stefania Mazzone, studiosa dell’argomento, ha insistito affinché partecipassi ai lavori. L’iniziativa ha preso spunto dalla presentazione del volume Narrare le migrazioni. Tra diritto, politica, economia di cui ho curato la prefazione. Il tema delle migrazioni è diventato molto divisivo, spesso affrontato in maniera errata, riconoscendone solo i tratti emergenziali e non comprendendo invece la dimensione strutturale della questione. Affrontare le migrazioni dando dignità alle persone, tutelando il vissuto di ognuno, nella consapevolezza della complessità degli approcci. Questo volume, dalla dimensione comparativa, vede il contributo di Croce Rossa che lavora nei paesi di origine, transito e destinazione dei fenomeni migratori: in Asia, Centro America, in Africa. Il fenomeno sta mutando il costume delle nostre realtà statuali, ponendo prepotentemente la questione della costruzione di regole condivise. La risposta non può essere banale, ma forte e decisiva.

Quali sono le difficoltà che riscontra la Croce Rossa negli scenari internazionali?

In questo momento il problema è dato dalla complessità, poiché si riscontrano scenari sovrapposti. Ciò rende tutto più difficile, insieme alla carenza di risorse economiche. L’impatto che sta avendo il problema del cambiamento climatico su contesti complessi come quelli dei conflitti, penso al Lago Ciad, al Sudan, allo Yemen e alla Somalia, aree già in difficoltà strutturali, ci mette in gioco a partire da subito e per le prossime generazioni. A questo si aggiunge, e ciò ci riguarda direttamente come Croce Rossa, l’aumento delle occasioni di attacco e violenza verso gli operatori, i mezzi e veicoli umanitari e sanitari.

Francesco Rocca, a destra, rieletto il 25 maggio 2020 per il secondo mandato consecutivo Presidente della Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. A sinistra, Stefano Principato, attuale Presidente del Comitato di Croce Rossa Italiana di Catania. Lunedì 20 Gennaio 2020, Camera di Commercio Sud Est Sicilia, Catania.

Quali i principi, i valori che orientano oggi l’azione della Croce Rossa rispetto alle nuove sfide della contemporaneità?

I principi sono quelli immutabili, gli stessi ormai da decenni: mettere l’essere umano al centro. Poi il principio della neutralità: la neutralità del civile, quello dei mezzi di soccorso e dei soccorritori. La neutralità è una questione che ci preoccupa, perché questa viene mantenuta a favore esclusivo dell’essere umano, mentre talvolta si strumentalizza in chiave politica criminalizzando la stessa missione umanitaria, confondendo il ruolo terzo cui è chiamata la Croce Rossa per storia e impegno a livello internazionale. Quando partecipiamo ad iniziative umanitarie, a salvare vite nel Mediterraneo, non lo facciamo mai a favore di uno stato o di una posizione di parte, ma solo a favore delle vittime.

Quali le prospettive di azione della Croce Rossa nel XXI secolo?

Le prospettive: anzitutto il richiamo al tema della complessità. Voglio ribadire come la questione dei cambiamenti climatici abbia risvolti sociali che comporteranno nel prossimo futuro le sfide del domani a cui non potremo sottrarci. Ad esempio, un’alluvione che colpisce il sud est asiatico, o quanto accaduto in Australia. Ciò dovrebbe essere sufficiente per far correre ai ripari. Fra trent’anni il mondo sarò totalmente cambiato dal fenomeno climatico. Entrando nel particolare, in Sicilia già da anni si riscontra la scarsità delle risorse idriche, cui si deve correre ai ripari oggi, con piani e programmazione specifica. Fatico a vedere a livello nazionale e globale una soluzione concreta al tema della siccità, che coinvolge tutti, nell’isola e fuori dall’isola.

Uno dei temi discussi al seminario odierno è il ruolo della Croce Rossa nell’identificazione delle persone disperse, nei conflitti armati come nelle migrazioni: restituire identità alle salme recuperate in mare, nel deserto e in ogni dove, considerando anche lo specifico lavoro di Restoring Family Links condotto dal comitato catanese. 

Si tratta di un patrimonio di conoscenze, un expertise che la Croce Rossa ha messo a disposizione di tutti. Le sfide nel tempo cambiano, abbiamo acquisito questa competenza, questa esperienza, durante i conflitti bellici del secolo scorso. Per esempio, nel caso delle isole Falkland/Malvinas, in Bosnia, dove l’identificazione prova a dare una certezza a padri e madri, al dolore e al silenzio che vivono. Vi è un network di 192 paesi e attraverso questa rete riusciamo mettere in contatto le famiglie che possono chiedere informazioni grazie a una struttura capillare. Ciò ci permette di dare una risposta di lungo periodo all’angosciosa domanda sul “dove”, la domanda a cui Croce Rossa vuole contribuire a rispondere, da Solferino in poi, in nome di quella comunità di affetti che ci rende, ancora, Umani.

Francesco Rocca. Lunedì 20 Gennaio 2020, Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Catania.

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