PADOVA OCCUPATA: I CENTRI SOCIALI CONTRO GLI ARRESTI DEI MILITANTI NO TAV E PER LA LIBERTÀ DI ZENO

di Davide Drago

Il 25 mattina si è svolta in tutta Italia una vasta operazione di polizia, che ha visto l’esecuzione di 25 arresti e svariate misure cautelari a danno di altrettanti attivisti protagonisti delle mobilitazioni No Tav che si sono tenute in Val di Susa nello scorso luglio.

Oggi 28 gennaio si sono svolte in svariate città d’Italia manifestazioni in solidarietà di tutti i compagni arrestati.

A Padova la mobilitazione è iniziata nella mattinata con un’occupazione simbolica del salottino del club frecciarossa della stazione dei treni. Un’iniziativa che ha voluto ricordare come la mobilità sia un diritto, sia un bene comune che va difeso a differenza di quanto fanno i grandi costruttori delle linee ad alta velocità. 

Nel pomeriggio ci si è spostati per le vie del centro di Padova per parlare con la cittadinanza e per richiedere con forza la liberazione di Zeno, compagno del movimento padovano, e di tutti i compagni arrestati.

I giovani del movimento No tav sono stati etichettati come violenti e sovversivi, gli unici violenti che si son visti in quei giorni di mobilitazione in Val di Susa indossavano divise, caschi e manganelli, lanciavano sassi ai manifestanti e sparavano gas lacrimogeni CS ad altezza uomo.

Al grido di: “La Valsusa paura non ne ha” e “Zeno libero, liberi tutti” gli attivisti del Centro Sociale Pedro, del Reality Schock e del collettivo Les Sabots hanno attraversato le vie cittadine, tra molti sguardi sbigottiti e pochi applausi.
E’ stato sottolineato con forza che queste azioni repressive non fermeranno le mobilitazioni per le lotte a difesa dei beni comuni e dei territori. Questi arresti hanno tutto il sapore di un’operazione politica che il governo Monti ha voluto mettere in piedi. E’ stato un attacco diretto a chi ha deciso, nel corso di questi anni, di prendere in mano il proprio futuro e di combattere per la difesa dei territori e dei beni comuni.

Il tentativo di criminalizzazione del movimento non riuscirà, perché la “valle paura non ne ha” e le lotte a difesa dei beni comuni dal Piemonte, al Veneto, alla Sicilia, continueranno ad essere sempre più decise, anche in nome dei compagni che sono ingiustamente in galera.

Zeno Libero, Liberi Tutti.

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