SILENT WORKS. THE HIDDEN LABOR IN AI-CAPITALISM

di Davide Blotta

Haus der Statistik
Otto-Braun-Straße 70-72
November 7-28, 2020

La mostra è una partecipazione internazionale sull’invisibilizzazione del lavoro digitale.

Il Collettivo di ricerca Into the Black Box ha scelto di portare un lavoro su Amazon, come progetto di “cartografia partecipata”.

All’interno della partecipazione collettiva, Davide Blotta (Gerta Human Reports) ha presentato un reportage fotografico su un lavoratore Amazon in turno, Riccardo Cosentino.

Dario Sanna è presente con una sua scultura, mentre Ilaria Depari ha realizzato manifesti.

Il Collettivo IBB ha prodotto un documento sul tema del lavoro nell’Intelligenza Artificiale.

Silent Works. The Hidden Labor in AI-Capitalism
Haus der Statistik
Otto-Braun-Straße 70-72
November 7-28, 2020

Under AI-capitalism, labor seems – across classes and contexts – to be gradually becoming extinct, although labor is in fact undergoing deep transformations. Thus, at the end of the day the task is to debunk the extinction myth and inquire how it obscures the wide-ranging restructuring of work. In other words, rather than buying into the myth of labor as a fading reality, it is necessary to look at labor as a buried reality that needs to be excavated from beneath dominant narratives and power structures. The exhibition “Silent Works. The Hidden Labor in AI-Capitalism” launches its intervention at this critical juncture.
Curated by Magdalena Taube and Krystian Woznicki (both Berliner Gazette), the exhibition is conceived as a social space in which “art” and “work” enter into a relationship of tension.
First of all, the works of the fourteen invited artists take shape through visitors’ active participation and their aesthetic/cognitive work. Moreover, the setting provides the possibility for new works to be created – be they social, political, economic, or artistic.
The space is structured into inter-connected artwork clusters and blank clusters. The artistic contributions – when not positioned as individual nodes in the net of works – are assembled into thematic groups: from the hidden labor in large scale geoengineering projects and tech-driven urban transformation, to the juxtaposition of old and new forms of hidden labor (undervalued, unwaged, unhumaned, or illegalized labor), to the psychological dimension of how AI-capitalism’s assembly line morphs into the everyday and into the homes of laborers recruited by platforms such as Amazon Mechanical Turk.
These artwork clusters are presented on horizontal walls, read: tables, while a total of five blank table ensembles (read: blank clusters) invite visitors to take a seat, open a book or a laptop, and plunge into it. Here, everyday cognitive work can take place alongside and in dialogue with the potentially disruptive work performed when we expose ourselves to art.
To actively energize these tensions, events will be staged, including a three-day conference (November 12-14, 2020). Moreover, groups from within the project’s network of partners are invited to use the exhibition’s blank clusters. Vitalizing these blank clusters as potential work platforms while keeping access to the artwork clusters open, the exhibition design enables the ongoing creation of encounters between “art” and “work.”
In times of Covid-19-related social distancing, “Silent Works” offers the possibility to collectively redefine how co-creating such a social space can come about while practicing and demonstrating the kind of responsibility and solidarity so urgently required today.

http://www.intotheblackbox.com/events/silent-works/

Silent Works. The Hidden Labor in AI-Capitalism
Haus der Statistik
Otto-Braun-Straße 70-72
7-28 novembre 2020

Sotto il capitalismo dell’intelligenza artificiale, il lavoro sembra – attraverso le classi e i contesti – estinguersi gradualmente, anche se in realtà sta subendo profonde trasformazioni. Così, in fin dei conti, il compito è quello di sfatare il mito dell’estinzione e di indagare su come questo oscuri l’ampia ristrutturazione del lavoro. In altre parole, invece di credere nel mito del lavoro come una realtà che stia svanendo, è necessario guardare al lavoro come a una realtà sepolta che va scavata al di sotto delle narrazioni dominanti e delle strutture di potere. La mostra “Silent Works. The Hidden Labor in AI-Capitalism” propone il suo contributo all’interno di questo contesto critica.
Curata da Magdalena Taube e Krystian Woznicki (entrambi membri della Berliner Gazette), la mostra è concepita come uno spazio sociale in cui “arte” e “lavoro” entrano in un rapporto di tensione.
In primo luogo, le opere dei quattordici artisti invitati prendono forma grazie alla partecipazione attiva dei visitatori e al loro lavoro estetico/cognitivo. Inoltre, l’allestimento fornisce la possibilità di creare nuove opere – siano esse sociali, politiche, economiche o artistiche.
Lo spazio è strutturato in cluster di opere d’arte interconnessi e cluster vuoti.
I contributi artistici – quando non sono posizionati come nodi individuali nella rete delle opere – sono assemblati in gruppi tematici: dal lavoro invisibile all’ interno di progetti di geoingegneria su larga scala e di trasformazione urbana guidata dalla tecnologia, alla giustapposizione di vecchie e nuove forme di lavoro nascosto (lavoro sottovalutato, non retribuito, disumanizzato o illegale), alla dimensione psicologica della catena di montaggio del capitalismo AI che si trasforma nella quotidianità e nelle case dei lavoratori reclutati da piattaforme come Amazon Mechanical Turk.
Questi gruppi di opere d’arte sono presentati su pareti orizzontali (tavoli) mentre un totale di cinque gruppi di tavoli vuoti invitano i visitatori a sedersi, aprire un libro o un computer portatile e immergersi in esso. Qui il lavoro cognitivo quotidiano può svolgersi accanto e in dialogo con il lavoro potenzialmente dirompente che si svolge quando ci si espone all’arte.
Per stimolare attivamente queste tensioni, verranno organizzati eventi, tra cui una conferenza di tre giorni (12-14 novembre 2020). Inoltre, i gruppi della rete di partner del progetto sono invitati a utilizzare i cluster vuoti della mostra. Vitalizzando questi cluster vuoti come potenziali piattaforme di lavoro e mantenendo aperto l’accesso ai cluster di opere d’arte, l’allestimento della mostra permette la creazione continua di incontri tra “arte” e “lavoro”.
In tempi di distanziamento sociale legato al Covid-19, “Silent Works” offre la possibilità di ridefinire collettivamente il modo in cui la co-creazione di questo spazio sociale può avvenire mentre si pratica e si dimostra quel tipo di responsabilità e di solidarietà così urgentemente richiesti oggi.

http://www.intotheblackbox.com/events/silent-works/

Link utili della Mostra:

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