FLASH – FlashMob #IoLavoroConLaFotografia. RIFLESSIONI SUL DIRITTO D’AUTORE IN ITALIA

di Carlo Arcidiacono

Martedì sera è stato compiuto un piccolo primo passo verso la modifica della legge sul diritto d’autore in Italia. L’Organizzazione delle Associazioni di categoria è scesa in tutte le piazze d’Italia per combattere una legge che risale al 1941 e che indica una distinzione anacronistica tra categorie di foto. 

La lotta è chiara: eliminare la categoria delle “semplici fotografie” che vedono una tutela quasi nulla sul diritto d’autore o comunque inefficace per garantire al fotografo la protezione necessaria della sua opera. Questa categoria, tutta italiana, pone condizioni per cui foto iconiche scattate in eventi sociali hanno una tutela minima. 

Di casi di questo tipo ne conosciamo tantissimi. Ne citiamo alcuni. 

La celebre foto che ritrae i Falcone e Borsellino, iconografia per antonomasia dei due magistrati, scattata da Tony Gentile; o ancora una delle foto cardine del processo sul depistaggio della strage di Via D’Amelio, scattata da Franco Lannino, in cui viene ritratta per l’ultima volta la valigetta contenente l’agenda rossa di Borsellino mentre viene portata via dal luogo dell’attentato; e ancora le foto dei corpi carbonizzati e delle giovani donne combattenti in Salvador scattate tra mine e proiettili vaganti da Angelo Di Giorgio.

L’elenco per i fotografi italiani sarebbe davvero infinito. Mi soffermo a pensare a volte se Eugene Smith fosse stato italiano: cosa ne sarebbe stato dei diritti d’autore su una foto che, forse, può ritenersi la più importante come valore storico per il cambiamento che ne è scaturito a Minamata, in Giappone. Smith, in quella occasione, ha scattato una foto del quotidiano, “Tomoko is bathed by her mother“. Tomoko Uemura, affetta da una sindrome oggi conosciuta come Morbo di Minamata, determinato dall’inquinamento delle acque a causa degli sversamenti tossici dell’industria petrolchimica, viene ritratta, in un momento di toccante intimità, con la madre che la lava in una vasca da bagno. Questa foto ha accesso i riflettori sul dramma di Minamata, permettendo alle famiglie di pescatori di vincere le cause aperte contro la società Chisso Corporation che, dal 1932, riversava nelle acque della baia un composto chimico altamente pericoloso per l’ambiente e la salute umana, il metilmercurio. Tale sostanza causò da subito la moria di animali e, ben presto, morti improvvise e nascite devastate da malformazioni tra la popolazione della Baia. In questo caso la proprietà del diritto d’autore ha permesso nel 1998 a Aileen Mioko, moglie di E. Smith, di ritirare da ogni pubblicazione o mostra la suddetta fotografia per rispettare il volere della famiglia Uemura: il loro desiderio era far riposare in pace la figlia Tomoko, morta a causa della sindrome, diventata suo malgrado simbolo della battaglia di Minamata.

Il diritto d’autore va adeguato al più presto, non possiamo permetterci che il lavoro di tutta una vita di un fotografo possa non essere tutelato. Dietro ogni fotografia c’è la storia di un fotografo che interpreta ed immortala la scena circostante. Ogni scatto è la sua personale visione della vita. L’essenza di una foto, più che dal mezzo tecnico adoperato, scaturisce dal desiderio, a tratti infantile, di ritrovare sé stessi attraverso il mirino fotografico.

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