“OGGI L’ARGENTINA, DOMANI LA POLONIA”

Articolo di Aneta Wielgosz

Foto di Redazione

A ottobre del 2020 la Corte costituzionale ha stabilito che l’aborto, già illegale in Polonia dal 1993 (a parte tre eccezioni), sarebbe diventato illegale anche nel caso di malformazione del feto. Per tre mesi siamo stat* in strada, ci hanno arestat*, rott* le braccia, chiamat* per gli interrogatori nei commissariati della polizia e nei tribunali. Abbiamo attaccato in tutta la città gli adesivi con il numero dell’Aborto Senza Frontiere, l’abbiamo scritto sui muri e anche sui manifesti antiaborto apparsi numerosissimi per le strade.

Mi piace pensare (devo pensare) che grazie a noi non hanno pubblicato a lungo la sentenza nella Gazzetta Ufficiale polacca (Dziennik Ustaw) e quindi, fino al 27 gennaio, essa non è diventata legge. Ma mercoledì 27 gennaio è apparsa la motivazione della sentenza e, dieci minuti prima della mezzanotte, l’hanno pubblicata. Questo significa, in pratica, la fine dell’aborto nel sistema sanitario polacco, negli ospedali pubblici.

Fuori dal sistema, come già accadeva, ci si aiuterà. Le proteste continuano. Il 27 gennaio gli abitanti e le abitanti della Polonia sono di nuovo sces* in piazza in tantissim*. Il 28 gennaio un’attivista e due attivisti, durante la protesta a Varsavia, davanti alla sede della Corte costituzionale hanno inchiodato alla porta dell’edificio un manifesto con la scritta “Oggi l’Argentina, domani la Polonia”.

È stata anche la notte della violenza da parte della polizia: sono state fermate 14 persone, 13 di loro sono state portate in commissariati fuori città (anche a 50 kilometri da Varsavia!) per ostacolare l’accesso agli avvocati e rendere impossibili le manifestazioni di solidarietà. 4 persone sono state fermate per una notte, 3 persone per due notti. I poliziotti hanno rotto il naso a una ragazza; non contenti, l’hanno umiliata rivolgendole insulti razzisti. È stata fermata anche una nota attivista, Katarzyna Augustynek (conosciuta come Babcia Kasia – “Nonna Kasia”) che racconta di esser stata umiliata, insultata e spogliata al commissariato.

Le rappresentanti delle più importanti organizzazioni femministe polacche e le deputate di sinistra hanno presentato un progetto di legge: “Aborto legale – senza compromessi”. Secondo il progetto, l’aborto dovrebbe essere legale e gratuito, su richiesta, fino alla 12a settimana della gravidanza. Sarebbe anche possibile farlo dopo la 12a settimana nel caso di rischio per la vita della madre (problemi di salute fisica o mentale), stupro e/o malformazione del feto.

Potete sostenere la lotta delle donne polacche anche dall’Italia

  • Aborcyjny Dream Team, un gruppo di attiviste che aiuta ad abortire in Polonia: https://zrzutka.pl/55g5gx
  • Stoleczni Samarytanie, i soccorritori (paramedici) che dopo lavoro, da volontari, prestano l’assistenza medica durante le proteste: https://zrzutka.pl/4vvaww
  • Protestea, un gruppo che durante le proteste distribuisce le bevande calde, il cibo e gli assorbenti: https://zrzutka.pl/743zbe.

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