NOTO, DA CITTÀ VIVA A URBE: L’INCUBO DEL COVID-19

di Pier Raffaele Platania

Noto, aprile/maggio 2020

Nel periodo del primo lockdown ho chiesto un permesso alle autorità
competenti del comune in cui vivo, per poter realizzare delle
immagini che documentassero la totale assenza di persone dal centro
cittadino del comune di Noto. Ho realizzato gli scatti nel periodo
compreso tra il 18 aprile e il 1° maggio; queste sono giornate in cui,
durante la cosiddetta “normalità”, Noto sarebbe stata strapiena di
turisti.

Di solito, a partire dalla settimana che precede Pasqua, Noto comincia
a riempirsi di turisti che arrivano da tutto il mondo. Oggi, il centro
storico si presenta come una città fantasma, senza se e senza ma.
Sono partito da una domanda semplice: qual è l’etimologia della parola
città; la parola, in origine, significava esistenza obiettiva di una
comunità.

Cos’è una città, quindi, senza i suoi abitanti? Da città si trasforma in urbe.
Di solito, dopo la domenica di Pasqua, Noto riceve turisti da
tutto il mondo. Le strade cittadine, in particolare Corso Vittorio
Emanuele e Via Nicolaci (famosa per l’Infiorata), pullulano di vita,
da primo mattino fino a notte inoltrata. Tutti partecipano, in città,
all’Infiorata. Via Nicolaci diventa un vero e propri tappeto floreale
con bozzetti colorati che generano un’esplosione di colori, realizzati
non solo da grandi artisti, ma anche dagli stessi abitanti; il
Festival si svolge la terza domenica di maggio e dura tre giorni.

Ora tutto sembra surreale. Camminando in centro, è possibile ascoltare
gli uccelli, sembra di stare in un bosco, voci lontane, campane di
chiese e, a volte, passi di persone solitarie che lasciano casa solo
per necessità (come medicine, cibo, passeggiate con i cani).
Tutti indossano una mascherina e un paio di guanti per prevenire il
contagio, ci si schiva, ci si guarda con diffidenza. Come un treno si
ferma alla stazione, la gente aspetta educatamente il proprio turno per
entrare in supermercati, panetterie, farmacie, mercati alimentari. Non
si vedono più bambini o ragazzi.

Tutto sembra dormire e la sensazione è che la gente stia aspettando il
risveglio dopo un incubo. Nell’attesa che ritorni ad essere città, la urbe rimane in letargo,
intatta nel suo essere “Giardino di Pietra”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...